Nato a Longobucco, nel cuore dell’area interna cosentina, Domenico Bevacqua ha costruito il proprio percorso politico e istituzionale attraverso una lunga esperienza maturata tra territorio, amministrazione e centrosinistra. Laureato in Scienze politiche, ha iniziato il suo impegno nel Partito Popolare Italiano, proseguendo nella Margherita e successivamente nel Partito Democratico. Alla Provincia di Cosenza è stato assessore e Vicepresidente della Giunta, maturando una conoscenza diretta delle comunità, delle aree interne e delle principali questioni territoriali. Nel 2014 viene eletto al Consiglio regionale della Calabria, dove rimane fino al 2025. Nel corso di oltre dieci anni di attività istituzionale ricopre, tra gli altri, gli incarichi di presidente della IV Commissione consiliare “Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente” e di capogruppo del Partito Democratico. La sua attività politica si concentra sui temi dello sviluppo, della tutela del territorio, della sanità, dei servizi pubblici, della coesione sociale e del futuro delle aree interne. Un’attenzione particolare è dedicata all’autonomia differenziata e alle sue possibili conseguenze sull’equilibrio tra territori, sull’unità del Paese e sull’universalità dei diritti. Nel 2025 sceglie di non riproporre la propria candidatura al Consiglio regionale. Una decisione personale che non interrompe il suo impegno politico e civile, né il rapporto con il Partito Democratico e con il dibattito nazionale sui temi del Mezzogiorno, delle autonomie e della coesione territoriale.
Da questa esperienza nasce questo libro
Non soltanto un bilancio di dieci anni nelle istituzioni, ma un’occasione per interrogarsi sul rapporto tra Nord e Sud, sul futuro delle aree interne, sul ruolo delle Regioni e sulla capacità dello Stato di garantire gli stessi diritti in ogni parte del Paese. Al centro c’è una domanda politica che attraversa il presente Italiano:
Quale autonomia vogliamo costruire?
Un’autonomia capace di riconoscere le differenze senza trasformarle in disuguaglianze, di valorizzare i territori senza indebolire la coesione nazionale, di rafforzare le responsabilità regionali senza mettere in discussione l’universalità dei diritti. È dentro questo equilibrio, tra autonomia e unità, differenziazione e solidarietà, territori e interesse nazionale, che si colloca oggi il contributo di Domenico Bevacqua alla discussione sul futuro della Calabria, del Mezzogiorno e del Paese.

